Cosa è la pesca con il divergente

La pesca con il divergente è un sistema di pesca alla traina che sostituisce il traino della barca con una passeggiata sulla riva di una spiaggia.

Il sistema è possibile grazie ad un barchino divergente, ossia un piccolo catamarano di legno che essendo costruito asimmetrico tende ad andare verso il largo anche se lo trainiamo trasversalmente dalla spiaggia.

Il barchino è trainato dal trave, un filo di nylon di grande diametro o anche un cordino, a cui sono legati i terminali di lenza più fina che operano l’effettiva azione di pesca.

A parte il traino che è effettuato a piedi, per il resto la tecnica di pesca non differisce molto dalla traina tradizionale, anche se fatta solo sottocosta.

Quindi i terminali possono essere gli stessi usati per la traina, rapala, piume,cucchiaini e pesciolini vari anche se quelli maggiormente usati sono i raglou. Si può pescare anche con il vivo.

Il barchino è un prodotto artigianale ed è abbastanza difficile trovarlo nei negozi di pesca, anche se nelle zone dove questa pesca è più praticata si possono trovare, oppure ci si può rivolgere online.

E’ comunque un attrezzo molto semplice e si può costruirlo da soli o rivolgersi con le istruzioni ad un qualsiasi falegname.

Le dimensioni del barchino non sono importanti al fine del suo funzionamento. Importante è invece la proporzione tra lo scafo più grande e quello più piccolo.

costruzione del barchino divergente

Aggiornamento: Anche il progetto inviatomi da Massimiliano mostra più o meno le stesse misure:

misure divergente barchino costruito da Massimiliano

Sullo scafo grande, quello che trainando starà verso il largo, inoltre c’è una piastra di metallo per fare da contrappeso e non farlo rovesciare dalle onde.

Sullo scafo piccolo c’è una barra a cui attraverso un anello od un moschettone sarà legato il trave. L’anello deve scorrere sulla barra molto liberamente per permettere i cambi di direzione.

Per pescare con il divergente è necessaria una lunga spiaggia dove poter camminare senza ostacoli per un lungo tratto.

Con questa tecnica si fa sport mentre si pesca, si gode del mare autunnale ed invernale e si possono catturare tutti i predatori: spigole (la cattura più frequente), serra, lecce, lampughe e cio’ che tradizionalmente abbocca alla traina nella vostra zona di pesca.

Per maggiori informazioni sui terminali e gli artificiali leggere l’articolo    Il trave ed i terminali

78 Responses to Cosa è la pesca con il divergente

  1. ciao, mi sto appassionando a questa affascinante tecnica di pesca ma sono alle prese con un dubbio durante la costruzione del mio PRIMO barchino…
    volevo sapere se è necessario che le 2 componenti dello scafo abbiano diversa altezza o se anche farle di uguale altezza non interferisce col corretto funzionamento dello stesso scafo
    grazie

  2. Si, è necessaria anche la diversa altezza per migliorare la tendenza a spostarsi al largo.
    Quando naviga il barchino è sommerso per più di 2/3 e proprio la minor superfice della deriva a terra permette alla deriva al largo di tirare verso il largo.

  3. se mio posso permettere da modesto costruttore di barchini basterebbe fare la pala più esterna più lunga di almeno 10 cm più lunga e affilando le due derive in maniera tale che guardando il barchino dall’alto la parte più lunga è sempre quella più esterna. Io ho realizzato barchini per il mare calmo e barchini per quello mosso visto che non è la stessa cosa come lo stesso è per la lenza. Comunque ogniuno è padrone di fare come gli sembra meglio. In merito alla lenza che si vede in foto secondo me le girelle su tubo che si fissano alla lenza madre vanno solo crimpare al filo ed il terminale è solo annodato alla girella, perche aggingendo girelle e ganci appesantiscono il trave.

  4. Sulla costruzione ho tutto da imparare, perchè come detto il mio barchino l’ho acquistato già fatto.
    Come differisce il barchino da mare calmo da quello da mare mosso ?
    Per i terminali la doppia girella (o meglio girella + moschettone) è per comodità. Per poter staccare e riattaccare a piacimento i terminali, sia per cambiarli sia perchè quando smetto di pescare non avvolgo i terminali insieme alla lenza madre.

  5. oh quanta confusione!!!io avevo deciso di realizzarlo secondo queste misure:
    – deriva grande 70 x 25 x 2
    – deriva piccola 60 x 25 x 2
    – travi di collegamento 50 x 3 x 5
    non sò quindi se farle entrambe di 25 o una di 25 (la grande) e una di 22 (la piccola)
    accetto consigli
    e voi piombate la deriva esterna o no?
    ciao

  6. Le misure del disegno sopra sono quelle del mio barchino, che naviga perfettamente con qualsiasi condizione di mare. Ha una lastra di contrappeso, come vedi anche dalla foto,
    Il mio barchino è bello grosso rispetto a quelli che vedo agli altri pescatori. Quello che vuoi costruire tu è ancora più grosso. distanziare le due derive di mezzo metro mi sembra troppo. Ma alla fine tutti i barchini navigano, basta che ci sia una deriva più grande dell’altra.

  7. ciao a tutti qualcuno puo spiegare come va costruito un barchino per mare mosso….io ne ho uno di commercio lo uso con mare un po formato ma ne ho visto uno che con mare mosso navigava alla grande solo che non ho avuto la possibilita di parlare con il possessore

    • aspettavo che ti rispondesse qualcun altro , visto che io ho un solo barchino per tutte le occasioni e funziona benissimo sia con mare grosso che con mare piatto.
      Comunque credo che il barchino definito da mare mosso per poter reggere l’impatto con le onde sia costruito più grande e più pesante e con attenzione alla zavorra sulla pinna più grande .
      Un barchino come il mio pesante e con la piastra di acciaio come zavorra funziona benissimo con il mare grosso, difficilmente si ribalta e lo uso tranquillamente con il mare calmo.
      Molti hanno un barchino più piccolo e leggero e mi dicono che è fatica inutile portarmi dietro il peso quando c’è mare calmo.
      Visto che comunque il mo funziona benissimo con il mare calmo e non è poi questo gran peso in più con il mare piatto, io ribalterei il discorso . Non è che esistono barchini speciali per il mare grosso, quanto piuttosto che esistono per il mare calmo, più piccole e leggeri del normale.

  8. Buongiorno a tutti, chiedevo gentilmente un’informazione. Quale deve essere il peso della piastra metallica che fa da contrappeso? So che ovviamente cambia a seconda del particolare legno utilizzato, ma orientativamente, tenendo conto delle proporzioni da te mostrate, di quanto deve essere il suo peso? Grazie

    • Ciao Edoardo

      provo a risponderti avendo una certa esperienza nella costruzione dei divergenti. Intanto premetto che il peso ideale lo si trova facendo delle prove in acqua poichè dipende dal tipo di legno con cui è costruito (leggero o pesante e quindi affondante!), dalle dimensioni e dalla posizione della sbarra su cui si aggancia il trave. Indicativamente 300 o 400 gr. dovrebbero essere sufficienti per garantire la stabilità del divergente nelle diverse condizioni di mare, ma come ti dicevo è un peso puramente indicativo. Dipende anche poi dal punto in cui lo applicherai, ho visto che molti tendono a metterlo in basso applicando delle strisce di piombo sul fianco della pala esterna. Io personalmente lo metto in alto, sulla parte emersa in modo che non ostacoli l’avanzamento del barchino in acqua, certo in questo caso devo zavorrare un pò di più ma ne migliora l’idrodinamicità! A presto….

  9. salve io da principiante vi chiederei come bisogna conportarsi in situazioni di mare mosso?come afrontare un onda specie in partenza ,se è giusto tenere il trave in tiro o allentarlo..e poi è meglio un barchino piccolo o un barchino piu grande….ed è meglio diminuire il numero dei calamenti ?e se si rovescia?TROPPE DOMANDE?spero di no appartee gli scherzi sono cose inportanti per chi inizia ora e magari fa un po di chilometri e con qualche consiglio evita di ritornare a casa senza aver pescato

     

    • Se allenti il trave quando arriva l’onda il barchino ti si rovescia di sicuro.
      Io faccio il contrario, cioè do uno strattone, il barchino accellera e fa surf sull’onda. è anche divertente.
      Nel caso in cui il barchino si rovesci, continua a camminare e tirare come se niente fosse, si rimette in posizione da solo.
      Io preferisco il barchino grande, altri piccolo, è questione di gusti.
      La normativa prevede un massimo di 6 terminali per la traina, ma molti arrivano anche a 10 esche contemporaneamente, aumentando esponenzialmente la possibilità di catture, ma anche di imbrogli con il mare grosso. Capitano quando il barchino si rovescia.

      • grazie salvatore.. devo amettere che domenica ho avuto non poche difficolta  anche se ho preso un pesce devo amettere di non aver sfruttato la giornata al meglio,io il barchino lo comprato e aveva gia in dotazione 10 finali,che a mio avviso sono troppi,mi sono procurato i famigerati testa rossa,ma quando prendo un pesce lo prendo sempre con il raglou fluo  quello piu vicino a me che lo faccio pescare a pochissimi metri dalla risacca..ora quando trovo un po di mare sono piu sicuro grazie ancora

  10. ciao, stavo già pensando di dedicare a questo argomento il prossimo articolo. Un po’ di pazienza, appena ho tempo lo scrivo.

  11. ciao sono max oggi per la prima volta sono venuto a conoscenza dell’esistenza del barchino da traino e sono rimasto affascinato da subito , (lo usava un ragazzo con canna da pesca ) sul lungo mare di Civitanova Marche , domani mi metto subito in opera in officina per costruirne uno tutto mio ,
    volevo chiederti ai mai provato come per il traino a posizionare le esche dietro ? forse o scritto una cavolata mah !!! l’ignoranza si combatte con la curiosità . ps tanti saluti e quando é finito vorrei pubblicare le foto

  12. ciao Max, occhio che da dipendenza. Se inizi non smetti più 😀
    il barchino mostra sempre lo stesso lato alla spiaggia, in qualsiasi direzione vai.
    Quindi se attacchi le esche direttamente dietro al barchino (a parte che c’è poco posto) quando inverti la direzione e torni indietro non si troverebbero più dietro al barchino, ma davanti.

  13. ciao, volevo sapere quando si cambia direzione cioè si torna indietro, non c’è pericolo che si possano ingarbugliare i terminali? cosa bisogna fare.

  14. Il pericolo c’è con il mare mosso se i terminali sono stati fatti troppo lunghi o troppo vicini tra loro. Ma normalmente si cambia direzione senza problemi e senza ingarbugliamenti.

  15. Ciao e complimenti per il sito.
    Ho visto che riesci a far lavorare anche artificiali non siliconici (rapala) con il barchino. E’ una piacevole sorpresa, non pensavo che la velocità di camminata normale fosse sufficiente a farli scodinzolare, i raglou cominciano a vibrare a velocità molto inferiori.
    Nella tua esperienza se ne può mettere più di uno, o “tirano” troppo?

    Altra domanda: qualcuno ha mai provato il trecciato invece del nylon per il trave? Diminuendo il diametro di oltre il 50% non si avrebbe meno resistenza? E’ un’idea, ma non l’ho mai visto su internet, potrebbe essere una panzana colossale, solo che non capisco perchè 🙂

    Grazie e ciao!

    • Ne ho usati anche 2 per volta …. non di più non per paura che fossero troppi ma perchè mi piace variare molto le esche che traino.
      Certo si usa anche il trecciato, anzi molti lo consigliano ed il mio ‘maestro’, quello che mi ha dato i primi consigli sulla pesca con il divergente, usa solo il trecciato e brontola perchè io uso il nylon.

      • Grazie. In notturna l’hai mai usato (magari nelle notti serene con luna, almeno non si è completamente ciechi)? Nel caso, cambia qualcosa?

        • Personalmente mai in notturna, ma la stessa persona che dicevo prima l’ha usato spesso anche in notturna. Addirittura passava una vernice fluorescente sul barchino e sul trave per averli sotto controllo. Racconta di grandi catture.
          Ha smesso dopo essersi fatto seriamente male per aver inciampato in un ramo che al buio non aveva visto ed ha dovuto chiamare la moglie per farsi recuperare a metà spiaggia. Gli è passata la voglia di andare di notte.

  16. Visto che tra i lettori ci sono tanti abili costruttori, riusciamo a fare un progetto comune del barchino perfetto ? Mettiamo idee ed esperiense tutte insieme e facciamo un progetto di barchino cooperativo. Che ne dite ? se si può fare organizzo una pagina apposta.

  17. Ciao a tutti….

    Ottimo Salvatore, è bello avere una pagina dove confrontare le nostre idee di costruttori, tornerà utile a tutti…

    io intanto inserisco il  link dell’ultimo mio barchino divergente che sto realizzando (che tu Salvatore hai già avuto l’occasione di visitare), ragazzi dateci un’occhiata, ci sono cose e trucchi che vi torneranno utili nella costruzione del vostro barchino….. fidatevi:

    http://murdoch113.blogspot.it/2013/02/il-barchino-divergente-perfetto.html

     

    Quel post l’ho realizzato appositamente per dare una mano a chi si vuole costruire il proprio barchino con le proprie mani.

     

    • CIAO A TUTTI! HO COSTRUITO UN BARCHINO DA SOLO E DOPO 3 GIORNI SONO ANDATO AL MARE A PROVARLO… HO PRESO …VENTO E ACQUA NIENTE ALTRO HAAA.. CMQ E STATO DIVERTENTE,L’UNICO PROBLEMA CHE HO RISCONTRATO
      SI CAPOVOLGEVA QUANTO ARRIVAVA L’ONDA.. COME DEVO FARE?? GRAZIE A TUTTI !!!!

      • benvenuto nel mondo del barchino divergente .
        Se il barchino si rovescia possono essere tanti i motivi:
        – onde troppo grosse
        – ti serve un contrappeso sulla deriva grande per non farlo rovesciare
        – materiale di costruzione troppo leggere
        – derive troppo vicine

  18. Salve a tutti, da poco ho conosciuto questa tecnica di pesca e mi sto attrezzando per costruire un barchino e sperimentarla al più presto! Casualmente sono passato per questo sito che trovo utilissimo al riguardo, soprattutto per un neofita come me che ha tanto da imparare! Presto inizierò la costruzione di un divergente, appena terminerò il barchino per il palamito che sto costruendo, spero mi saprete aiutare anche se leggendo un pò ho già inquadrato il progetto. A presto!

    • Certo, sarò felice di mostrarvi tutti i passaggi della costruzione, è un progetto un pò sperimentale diciamo, giudicherete voi appena invierò le prime foto con le descrizioni! 🙂

  19. Buona sera ho visto il vostro barchino oggi sono andato in condizioni non molto favorevoli, posso dire la mia esperienza per ricevere aiuto da lei se può. il mio barchino ha queste misure pala grande 60, pala piccola 56, altezza 15 cm, larghezza interna tra una pala e l’altra 44 cm, larghezza maniglione 41 cm . Dicevo sono andato oggi con vento forte e mare molto mosso di scirocco quindi dal mare verso la spiaggia, sono vicino Taranto, senza zavorra il barchino e’ salito di 20-30 metri ma rimaneva molto indietro rispetto alla mia posizione anche se correvo, ogni volta si ribaltava ma bene o male rimaneva li, con 700 GR su pala grande e 320 su quella piccola non si ribaltava ma non e’ mai riuscito a salire oltre 20-30 metri , ho provato tutto anche a diminuire i metri di lenza da 100 metri a 80 poi a 50 poi a 30 ma il barchino non riusciva mai a salire e’ sempre rimasto molto indietro. può aiutarmi in qualche modo? ho avuto problemi anche con i braccioli per srotolare o arrotolare la lenza, adesso però ho provato ed ho capito che basta arrotolare i braccioli al contrario. Mi faccia sapere se può, grazie

    • Considerato che quando le condizioni del mare non sono quelle giuste non c’è molto da fare, mi sembra che il rapporto tra la deriva più grande e la deriva più piccola del tuo barchino sia troppo piccola.
      La spinta verso il largo è data dalla maggior quantità di acqua che sposta la deriva maggiore rispetto all’altra.
      La tua deriva al largo è di soli 4 cm maggiore della deriva a terra e la maggior quantità di acqua spostata è veramente minima, insufficiente a dare una spinta con le correnti contrarie.

  20. Infatti ! Come dice Salvatore, il rapporto tra le due pale è minimo….

    Da dove hai preso le misure?

    E poi se il vento era contro è un po’ normale che il barchino non riesce ad uscire, non credi?

     

  21. diciamo che già che ha mantenuto 1 kg sono contento, avevo già capito che la pala piccola era troppo grande per così dire infatti adesso la differenza se non sbaglio e’ di 10-15 cm adesso.  so anche che le pale sono troppo basse ma ho fatto una via di mezzo tra la mia idea, il barchino da tempesta visto su YouTube  e quelle trovate qui.  psono rimasto meravigliato che navigava bene l’unico inconveniente e che non saliva molto ma quei 20-30 metri li faceva come niente fosse. ho fatto le pale uguali grazie ad un amico che aveva provato il suo con pale uguali e mi aveva detto che andava bene ma non mi aveva detto le condizioni del mare, come si fa bisogna sopportare questi amici che ti portano sulla brutta via He He He. grazie dell’aiuto.

  22. allora barchino provato , ecco i risultati. aumentando la differenza tra la lunghezza di una pala e l’altra va abbastanza bene anche se rimane indietro cammina dritta e su 100 metri di filo srotolati circa 80 metri sono in pesca. adesso i lati negativi per tirare questo barchino e’ pesante devi stare sempre sotto tiro tipo mulo ma secondo me dipende dal fatto che e’ troppo basso e quindi va come un sommergibile e in pratica le aste che uniscono le 2 sale sono sempre sott’acqua e ostacolano la planata. sulla pala grande ho messo 500gr di piombo e in acqua era quasi a pari di quella piccola leggermente più in alto comunque.  altro lato negativo i braccioli braccioli di 2.5 si sono arrotolati alcune volte specialmente sotto la misura 0.30  e’ normale? conviene  mettere  un altra girella ho un moschettone con girella? Io i pesi silicon ici via rotolo tutti insieme conviene metterli singolarmente da parte?  ho avuto problemi nello spiggiare il barchino. come si fa esattamente?  ultima cosa con la maniglia classica alle onde il barchino alcune volte voleva andare a contrario invece ho provato con due occhielli singoli è il barchino va sempre nella direzione voluta l’unico inconveniente e ‘ che arrivi torno bisogna spiaggiare il barchino. help  please

  23. Con gli occhielli non va bene. Potresti aver bisogno di cambiare direzione in qualsiasi momento. Se trovi l’equilibrio giusto del barchino non hai più cambi di direzione involontari.

    Il moschettone con girella va bene, poi ogni terminale ha la sua girella come innesto al trave. Poi i terminali se c’è molta corrente si arrivogliano lo stesso. Porta pazienza.

    Per spiaggiare il barchino devi accorciare il filo, facendoti superare in modo che descriva una curva verso la spiaggia.

  24. capisco credevo che non conveniva mettere moschettoni ai terminali credevo che conveniva fare direttamente il nodo. ma tu i terminali li tieni da parte e poi gli agganci? altra cosa ho provato a spiaggiare facendo retromarcia ma non ci sono riuscito bene.  la spiaggia era piccola ed e’ difficile arrotolare I terminali perché il barchino tira e bisogna arrotolare i terminali al contrario.

    ho provato anche l’altro metodo quello di bloccare il manubrio a terra e tirare il trave a mano ma era più facile ma il barchino tirava

     

    devo fare un altro barchino le pale le faccio 2 cm -2.5  mo 3 cm di larghezza? grazie

  25. Salve ragazzi.qualche giorno fa sono stato a provare il mio barchino,ho messo 1kg di peso nella deriva esterna e ora tiene che è un piacere peccato che di spigole nemmeno l’ombra,certo sono uscito 3 volte da quando l’ho realizzato.questo è il primo video che ho girato ancora qui non avevo messo la zavorra

    https://www.youtube.com/watch?v=2OTHj_uPoAA

  26. Ciao Marco….

    ora ho capito chi sei……….Checco Zalone sei ahahahaahaha.

    gli somigli na cifra (^_^)

     

    ovviamente come hai già detto, il barchino del video non è ancora zavorrato e si vede…..

    col kilo che gli hai messo come va ?

     

     

  27. Ciao Tom diciamo che come simpatia e aspetto fisico potrei pure somigliare a lui, ma come soldi no.

    Adesso col peso è molto più stabile e con le onde lavora meglio senza ribaltarsi,prossima modifica una lastra di plexiglass sotto le tre barre,perche quando è in movimento queste fanno attrito con l’acqua

  28. ciao Marco….

    scusa non ho capito….

    vuoi mettere una lastra di pexiglas “di piatto” sotto le traverse ?!!!

     

    • si.perchè ho notato

      che quando naviga fa tanto attrito sulla traversa posteriore,in quel modo potrei far diminuire questo attrito cmq presto lo proverò

       

  29. vorrei alcune informazioni . lo spessore delle parti in legno quanto deve essere?  ho visto progetti da 2 cm da 2.4 e da 3 cm. il mio primo l ho fatto da 2 adesso ho comprato legno per farlo da 2.4 cm ho fatto bene? un altra cosa meglio più in basso o più in alto il maniglione? datemi una mano non vorrei sbagliare il mio nuovo barchino. grazie

  30. bravo bel barchino Tom però quando dici : che le tavole dovranno essere ridotte a 1.7 cm e le traverse a 3 cm,  volevi dire al contrario? cioè tu hai fatto le pale 1.7 e le traverse che uniscono le pale 3 cm o al contrario? altra cosa hai smussato a 45 gradi le pale ma come mai le hai rimaste quadrate? ho il legno da 2.4cm che faccio ci provo lostesso? per il maniglione non hai spiegato perche metterla al centro come consigli.  grazie

  31. Ciao Tom diciamo che come simpatia e aspetto fisico potrei pure somigliare a lui, ma come soldi no.

    Adesso col peso è molto più stabile e con le onde lavora meglio senza ribaltarsi,prossima modifica una lastra di plexiglass sotto le tre barre,perche quando è in movimento queste fanno attrito con l’acqua

  32. come presumevo perché ho visto decine di foto ed effettivamente la maggior parte la mettono in alto a 5-6 centimetri dal bordo. sto facendo 2 barchini uno intorno a 50 cm la pala grande e un altro intorno a 70 cm la pala grande.un po’ oltre 70 cm.

     

  33. Ciao ragazzi ho già fatto 4-5 barchini , alti,  bassi, lunghi, corti. Tutti o sono pesanti e ti portano dietro 100 mt di lenza o leggeri ma non riescono con 100 e rimangono dietro; ho capito che il maniglione troppo in alto fa alzare la pala grossa quindi bisogna abbassare la sala piccolo o metterlo quasi al centro senza abbassare nulla,  ppuò essere sostituito da 2 occhielli . adesso ho trovato un altro progetto da aggiungere alla collezione dove la pala piccola la fa più spessa e 20 cm più corta.

     

  34. Ciao volevo semplicemente provare e poi perché sei categorico che la pala piccola deve essere più bassa della grande? Non basta abbassare il maniglione per avere lo stesso risultato? Ormai sto provando di tutto. Quel progetto della perla nera ad esempio ha secondo me le pale sbagliate perché sono dritte invece che ricurve,  come la vedi tu?

  35. Poi perché la perla nera la fa con pale spesse 1.7 cm e le traverse 3 cm? Non sono pesanti, non bastava 2 cm come traverse?  secondo me quel progetto postato da me con la pala piccola più spessa fa in modo che la pala piccola rimane divergente perché 20 cm più piccola ma rimane galleggiante.

  36. ciao Luigi io il mio primo ed unico barchino l’ho fatto con le due derive identiche di altezza lunghezza e spessore,e va che è una meraviglia se vuoi ti do le misure di tutto.

  37. Secondo me va’ meglio quello di Tom….
    Io me lo sono costruito e piu’ o meno il progetto è simile.
    Luigi, hai dimenticato le smussature a 45° sulle derive…..

  38. No no, le traverse che ho.fatto alla perla nera sono.spesse 3 cm proprio, per restare sicuro che non si rompino col mare forte, pero devi guardare come son fatte, non so se l hai notato….

    Poi le pale non sono quadrate ma leggermente stondate agli angoli, c’è il motivo perche sono fatte cosi, fidati, diverge molto di piu di un qualsiasi batchino ( anche delle stesse misure del mio ) ma con le pale arrotondate. …

    Io ho pubblicato per filo e per segno tutta la sua costruzione con tutti i trucchetti per farlo navigare a meraviglia ( provare x credere ) dandovi l opportuni di costruirvelo da soli avendo come risultato un ottimo barchino ( seveseguito alla lettera come il mio ) in modo da poter affrontare il 90%  degli stadi di mare….a parte quello proprio agitato.

    Ovviamente ci vuole pure maestrìa nel farlo navigarebil barchino col mare mosso.

     

    P.S. se avete altre donande pertinenti la perla nera postatele dirett. nel blog apposito alla perla nera, grazie 😉

  39. Ciao ho visto su YouTube che un ragazzo montava sulla trave del barchino dei galleggianti per tenerla su. Stavo pensando perché ho notato che la trave fa attrito con l’acqua quindi così si avrebbe meno attrito. Oggi ho provato a 50-60 metri e va a fianco come dice sul sito e anche oltre senza braccioli ma a 100 mt va più indietro in confronto a me perché la trave da 100 con i vari braccioli e’ pesante. Ho preso una spigola di 750 GR al penultimo bracciolo quindi a largo,  calcolando che il barchino andava dietro di me stavamo intorno a 70 mt. Voglio farlo arrivare a 100 mt perché da me il mare e’ molto basso. Utilizzando questi galleggianti sul trave alleggerirei il peso sul barchino e di conseguenza riuscirebbe ad andare più dietro ?


      • vedi adesso. Si chiama pescasud il barchino divergente. Lui ha un barchino giallo in mano e ad un certo punto si vedono e lui dice che uno e’ libero di metterli o no ma non e’ sceso nei particolari.  Chi sa perché…..

  40. Devo nuovamente invitarvi ad aprire le discussioni sul Forum quando i vostri commenti non riguardano specificatamente la pagina in cui state commentando.

    Potete aprire sul forum tutte le discussioni che volete, per temi specifici. Saranno di aiuto per chi arriverà qua dopo di voi a cercare informazioni.

  41. Ho fatto la domanda sul forum ma nessuno risponde forse perché più gente legge questo articolo e non bisogna registrarsi. Fatemi sapere se posso chiedere qui visto che sul forum nessuno risponde

  42. Ciao ho visto un video dove un ragazzo utilizzava per arrotolare la trave un cerchio rosso come fa l’amministratore ma non lo trovo più . Lo avete mai visto? Grazie

  43. Stabilità

    Quante ne ho sentite di pareri sulla stabilità e il peso di un barchino. Concetti mischiati e scopiazzati uno con l’altro e poi espressi come se fossero risultati di calcoli statici. Piombatura, zavorra per non farlo rivoltare e dati messi li a casaccio. un’onda può rivoltare una portaerei con milioni di tonnellate.
    Questo è generalmente un soggetto molto contestato e un pò incompreso quando si discute di qualità marine dei multiscafi ed è probabilmente la più grande paura che i marinai inesperti hanno riguardo a questo tipo di imbarcazioni. SE VOLETE FARE esperti navali, attenetevi almeno a queste regole minimali. La divergenza è data solo dalla scomposizione delle forze di traino: tirando il barchino in maniera eccentrica, per la scomposizione delle forze eccentriche, questo diverge. Non contano nulla l’arrotondamento degli spigoli, la diversa massa d’acqua spostata dalla pala più grande rispetto quella più piccola. Le due strutture essendo collegante formano un corpo unico, con un baricentro unico per il quale NON HA NESSUNA IMPORTANZA LA DIVERSA DIMERNSIONE DELLE TAVOLE.
    Mentre è vero che alcuni multiscafi si sono rovesciati, è chiaro da quanto sopra che ci siano differenti tipi di multiscafi, e non di meno ci sono differenti modi nei quali questi possono rovesciarsi. Tenterò di mostrare che attraverso accurate analisi e con la reale comprensione dei fattori che contribuiscono alla vulnerabilità al rovesciamento, sia possibile progettare un multiscafo che sia estremamente difficile da rovesciare e uno che sia sicuro in tutte le condizioni.(Tenete a mente che fuori da qui ci può essere un’onda che può sopraffare qualsiasi imbarcazione)
    Stabilità dinamica (al vento)
    La stabilità statica è una misura della stabilità della barca in acqua ferma ed è data dalla seguente formula: (Rif.2)
    Dove:
    D= Dislocamento (in Lbs)
    CE=Altezza del Centro Velico oltre il Centro di Gravità (C.G.) in piedi (feet)
    SF= Velocità del vento in Mn alla quale la barca deve ridurre le vele
    SA=Superficie velica in piedi al quadrato
    B= larghezza tra le due linee centrali degli scafi esterni in piedi
    Questa formula dà al progettista una misura della stabilità come indicazione della capacità a portare vela quindi ad esempio la capacità della barca a resistere al rovesciamento per la sola azione del vento.

    Ci sono due fattori che possono ridurre SF. Primariamente se la barca ha un alto angolo di sbandamento al punto di massima stabilità,(peggiore nei trimarani del tipo 2 e minima in tutti i catamarani) il corretto SF è dato sostituendo B nella 1 con la larghezza fuori tutto x il coseno dell’angolo di sbandamento. Tipici valori di SF possono variare tra 12 Mn/h per un catamarano da regata Formula 40 ad oltre 40Mn/h per multiscafi da crociera. I moderni e leggeri crociera/regata possono stare in un arco tra 24 e 30 Mn/h. E’ chiaro pertanto che a seconda dei differenti tipi di multiscafi elencati più sopra la stabilità iniziale può variare enormemente.
    La Curva di stabilità e la stabilità in mare mosso
    Il momento raddrizzante è la distanza dal centro di galleggiamento al centro di gravita x il peso apparente dell’imbarcazione. Questa è la propria fondamentale resistenza statica allo sbandamento. Le forze che fanno sbandare la barca possono venire dal vento o dalle onde.
    La figura 2 mostra le curve del momento raddrizzante per l’angolo di sbandamento per un tipico moderno catamarano e trimarano di 35’ regata/crociera di mio progetto. Il trimarano (del tipo 3 con amas ad alto volume di galleggiamento) ha una larghezza fuori tutto di 32’ e il catamarano (del tipo 6) una larghezza di 23’. Il trimarano ha meno spazi interni ed è più leggero del catamarano ma, per la maggiore larghezza ha una stabilità massima più grande. E’ importante notare che la massima stabilità del trimarano si verifica ad un angolo di sbandamento di circa 20°, mentre il catamarano ha il massimo a circa 6°. Se il galleggiamento degli amas è ridotto a meno del 100% del peso della barca ( come nel tipo 2), la stabilità massima sarà ridotta non solo in proporzione alla riduzione di volume dell’ama, ma anche per l’effetto di aggiunta di dislocamento apparente per la pressione sottovento delle vele ad alti angoli di sbandamento. A 20° questo causerà una perdita di momento raddrizzante nell’ordine del 20%. Se il volume di galleggiamento fosse solo l’80% , il momento raddrizzante sarebbe solo del 60% di un equivalente trimarano del tipo 3.
    La figura 3 mostra le stessa curve del momento raddrizzante di un catamarano e di un monoscafo moderno da regata/crociera. L’energia richiesta da applicare all’imbarcazione per farla rollare da 0° al punto di rovesciamento (90° nel catamarano e 135° nel monoscafo) è data dall’area circoscritta dalla curva. Dal grafico è chiaro che l’energia richiesta per rovesciare il catamarano sia del 50% più grande che nel monoscafo. Naturalmente in entrambi i casi l’angolo iniziale di sbandamento ridurrà la riserva di stabilità disponibile, e nel trimarano questa riduzione di energia di resistenza al capovolgimento sarà più grande che in un catamarano. L’energia per capovolgere un trimarano a 90° è maggiore di una catamarano a condizione che sia del tipo 1 o del tipo 3.
    Comunque in tutti i casi, perché si verifichi il capovolgimento, l’energia del vento e delle onde (uguale all’area sotto la curva del momento raddrizzante) deve essere trasferita all’imbarcazione sotto forma di energia di rotazione. Nelle sole onde, se l’energia dell’impatto delle onde non è trasformata in energia di rotazione la barca non si rovescerà.
    La seguente tabella mostra il dislocamento del catamarano del trimarano e del monoscafo considerati nel grafico.
    Catamarano Trimarano Monoscafo
    L.F.T. (in piedi) 35 35 33
    Larghezza Max (in piedi) 23 32 10,8
    Larghezza tra i centri scafo (in piedi) 17 29 –
    Dislocamento (in libbre) 6700 5800 10080

    Per primo consideriamo l’azione isolata delle onde. I test nella vasca hanno dimostrato che il rovesciamento dovuto all’azione delle onde non frangenti è impossibile.Pertanto quando un’imbarcazione giace a secco di vele l’impatto delle creste frangenti è la primaria forma di energia che si introduce nel sistema che può essere trasformato in energia di rovesciamento. Un multiscafo segue il fianco dell’onda esattamente come una zattera come mostrato nella figura 4. Comunque, poiché il galleggiamento ed il peso dell’imbarcazione sono concentrati alle estremità della larghezza (particolarmente nei cat del tipo 6), i multiscafi saranno più stabili al rollio che una semplice zattera. L’equazione 2 dà l’energia d’impatto trasferita alla barca dalle onde.
    fig. 4.

    …………………………………… 2

    …………………………………… 3
    dove

    Ei = energia trasferita durante l’impatto
    Mi = Momento dell’impatto
    Ir = Momento rotatorio d’inerzia della barca
    Ia = Inerzia dell’acqua caricata dallo scafo ( nota come massa aggiunta)
    t= tempo
    d=densità dell’acqua di mare
    A= area della sovrastruttura dello scafo
    Cd= coefficiente di resistenza dello sovrastrutture dello scafo
    r=braccio del momento dell’impatto
    vi=velocità dell’impatto

    L’equazione sopra ci dà gli strumenti per comparare il modo in cui le due barche trasformano questa virtualmente importante energia d’impatto in energia di rotazione. Queste equazioni sono in realtà molto difficili da calcolare, ma ci dicono che per ridurre l’energia di rotazione impartita alla barca da onde frangenti noi dobbiamo aumentare Ir e Ia e diminuire r e quindi Mi.
    In un multiscafo con le derive sollevate il braccio di leva (r) è ridotto alla distanza tra il centro di resistenza laterale (CLR) dello scafo sottovento ed il centro d’impatto sul lato dello scafo sopravvento. Ovviamente questo è molto piccolo rispetto al braccio di leva quando la deriva è abbassata e quindi anche il momento dell’impatto trasferito alla barca è molto piccolo.
    Secondariamente, particolarmente nel caso di un catamarano da crociera a ponte aperto (del tipo 6) il momento rotatorio d’inerzia è molto alto a causa della configurazione dello scafo. Anche Ia è alta fintanto che l’acqua caricata sullo scafo è a grande distanza dal centro di gravità.
    Dunque questo tipo di cat riceve meno energia trasferita dall’impatto delle onde in energia ruotante. D’altro canto un trimarano con le derive alzate avrà ancora una piccola r e quindi un basso Mi, ma il momento rotatorio d’inerzia Ir è molto più basso che un cat, perché il peso è concentrato vicino al centro di gravità. Quindi in un trimarano a secco di vele verrà più energia di rotazione che in un catamarano. (rif. 17)

    L’equazione sopra mostra che in molti multiscafi, l’energia d’impatto non è trasferita in rotazione ed infatti virtualmente tutta l’energia è assorbita dallo scivolamento(surfing) laterale. Questo è esattamente lo stesso effetto che salva i più vecchi tipi di monoscafi dal rovesciamento da onde, l’unica differenza è che il monoscafo prima che la chiglia sia quasi parallela alla superficie dell’acqua e quindi si riduca il braccio di leva (r) permettendo all’energia di dissiparsi nel movimento laterale, dovrà sopportare uno scontro violento
    Il multiscafo che viaggia peggio in questa situazione è il trimarano con amas a poco volume di galleggiamento. Quando un’onda colpisce il lato della barca, dapprima rollerà più rapidamente e molto di più di un cat e se l’ amas si immerge al punto di affondare e quindi interrompendo il movimento laterale, tutta l’energia sarà trasferita nella rotazione e un rovesciamento è possibile. Anche avere chiglie fisse o lasciare abbassata la deriva sottovento aumenterà grandemente il rischio di capovolgimento da onde per tutti i tipi di multiscafi.

    Naturalmente il problema può presentarsi quando sia necessario limitare la deriva laterale della barca per esempio quando ci sia un pericolo sottovento. In un catamarano questo può essere facilmente risolto con sicurezza abbassando la deriva sul lato sopravvento. Tutti gli altri tipi devono usare una ancora galleggiante. La scelta se filare l’ancora galleggiante da prua o dal lato dell’imbarcazione dipende dal tipo di barca e dalle condizioni. Diverse persone hanno scritto sull’argomento compresi i Cassanovas e Dick Newick, i quali entrambi hanno usato e sostengono questo metodo per controllare lo scarroccio e il rollio in condizioni di tempesta.

      • NO! il materiale è nel sito da te citato. E’ ridicolo rifare cose fatte bene da altri. in effetti sarebbe bastato citare il sito ma cosi credo di aver stuzzicato la vostra sensibilità.
        queste altre considerazioni sono le mie e rispondono in maniera semplice ad un probrema estremamante complesso con le variabili dovute alle correnti e alle onde:
        ………porto in evidenza questo commento lasciato da mazzapioda nella pagina Cosa è la pesca con il barchino divergente .
        E’ molto tecnico, non ho capito tutti i passaggi, ma la dimostrazione matematica è riferita ad imbarcazioni vere e proprie, ed il barchino divergente non lo è. Ad esempio nel suo baricentro, a differenza di un catamarano vero, c’è praticamente assenza di peso .
        ………………. il baricentro è il centro geometrico di un corpo. Se il corpo è composto da più parti, il baricentro è la somma del baricentro delle singole parti e non c’entra niente se capita dove non c’è niente. Quello è comunque il baricentro del corpo. Nel caso del barchino il baricentro si trova proprio nel vuoto cioè tra le due assi quella grande è quella piccola.(magari spostato verso quella grande ma sempre nel vuoto) proprio come un catamarano.
        mazzapioda nella premessa parla della divergenza del barchino, il fenomeno per cui tirandolo da terra si riesce a spingerlo al largo . Purtroppo non chiarisce cosa sia la scomposizione delle forze di traino, ma nonostante lui lo neghi a lettere maiuscole, io resto convinto che la differente misura delle due derive e la loro proporzione sia fondamentale per una corretta divergenza.
        Concetto
        L’equilibrio di un punto materiale e di un sistema di punti materiali.

        Si verifica che un punto materiale è in equilibrio solo se la somma vettoriale delle forze agenti su di esso (chiamata risultante delle forze) è nulla.
        Se un sistema fisico è formato da tanti punti materiali, il sistema è in equilibrio se e solo se la condizione R= 0 è soddisfatta per ognuno dei punti che lo compongono.
        Spiegazione del concetto
        La risultante delle forze è la somma di tutte le forze che influiscono sul barchino.
        Pertanto partendo dalla “scomposizione delle forze” da me menzionata, si arriva a capire quello che avviene fisicamente.
        Se il nostro barchino fosse tirato da una persona che camminasse dentro l’acqua e la corda fosse legata al centro (baricentro) del barchino, e la persona si mantenesse ortogonale al barchino( non camminasse ne a destra ne a sinistra del baricentro, il barchino andrebbe dritto dietro la persona.

        La risultante delle forze applicata al barchino non ci sarebbe perché la forza sarebbe unica e il barchino, a prescindere dalla forma delle sue pale andrebbe dritto dietro la forza che lo tira.

        Direzione della forza

        Se la corda fosse legata fuori centro (fuori baricentro del sistema) ad esempio sulla tavola interna, allora ci sarebbero delle forze eccentriche che in base alla scomposizione delle forze potrebbero essere così graficamente rappresentate

        La freccia rossa rappresenta la forza principale dovuta alla trazione della corda che ha un verso verso destra, la freccia verde, di minore intensità, rappresenta la forza che è data dal momento torcente della distanza dal baricentro. Le due forze hanno senso contrario pertanto la risultanza delle forze sarà una forza che muoverà il barchino verso il largo. Ma quando il barchino divergerà verso il largo, l’angolazione della forza di trazione diminuirà con l’aumentare dell’inclinazione del punto di trazione dalla riva e il barchino non divergerà più.
        Esempio: prendete un carrello del supermercato, legategli una corda al cento della parte anteriore, mettetevi davanti ad esso e tiratelo. Il carrello più o meno andrà dritto. Legate la corda fuori centro e il carrello andrà storto.
        Vi consiglio di fare un barchino senza maniglione, con due semplici occhielli alle estremità destra e sinistra della tavola verso riva, con un TIMONE fisso che orienti il barchino verso il largo. Quando avrete fatto uno o due chilometri secondo la vostra resistenza fisica, tirate il barchino a riva, sbrogliate i terminali che sicuramente si saranno aggrovigliati, cambiate posizione al timone, cambiate l’attacco della corda all’altro occhiello e tornate indietro.
        P.S. Ho visto che il disegno dei grafici della scomposizione delle forze non si vedono ma forse dal testo si dovrebbe capire. ma seguendo il mio consiglio non servono formule matematiche. Con il timone il barchino divergerà sicuramente.
        Saluti

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