Pure la secca ci si mette. Pensieri sul recupero della preda

Premetto subito che mi sarebbe piaciuto mettere la foto di una bella spigola, ma purtroppo quest’anno sono ancora a secco. A parte una piccola leccia di cui ho già detto, in 5 uscite non ho ancora preso nulla . E nulla ha preso stamani un altro pescatore arrivato prima di me con il suo barchino (iniziamo ad essere in tanti in zona).

Veramente oggi quella che mi sembrava una piccola spigoletta aveva abboccato, ma purtroppo si è slamata prima che la portassi a terra.

Prima premessa: in teoria è meglio andare a pescare con l’alzata di marea, ma in pratica spesso si va quando si ha tempo . Stamani c’era la bassa marea che sarebbe salita dopo le 11, ma io stamani potevo andare a pescare ed oggi pomeriggio no.

Seconda premessa: Sin da quando ero piccolino mi hanno insegnato che nel recupero del pesce che ha abboccato si deve sempre tenere la lenza in tensione. Finchè si tira il pesce non ha possibilità di girarsi e spingere la sua nuotata in senso contrario. Non può fare forza sulla lenza per strapparla e non può fare cambi di direzione che possono far sganciare l’amo che ha preso solo superficialmente.

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La delusione per un cappotto inaspettato

Sabato sono uscito a pesca e non ho preso niente.

Veramente non ho preso nulla neanche la volta prima e quella prima ancora.

Insomma è molto che non catturo una spigola,  ma finora non mi ero preoccupato, perchè ero uscito consapevole che la situazione meteo non fosse quella ideale.

Sabato invece le condizioni c’erano tutte.

Venerdì ha fatto una mareggiata e sabato mattina c’era il mare in scaduta, un buon moto ondoso. Sono andato a pescare dalle 7.30 alle 11.30, esattamente a cavallo del culmine di alta marea che era alle 9.20 .

Ho pescato sulla spiaggia che mi ha sempre dato soddisfazioni.

Ho messo in acqua solo i miei raglou più affidabili, senza fare nessun esperimento.

Ma tre ore di pesca sono andate a vuoto e non era neanche una bella giornata da godersi il mare.

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Terminale con tre esche Yo-zuri

Tre pesciolini Yo-Zuri

Passeggiando in riva al mare quante volte avete visto un pesciolino solitario nuotare tranquillamente da solo ?

E invece quante volte avete visto pesciolini a gruppetti nuotare tutti insieme ?

Quasi mai il pesciolino da solo e quasi sempre i pesciolini in gruppo.

Per questo motivo ho realizzato questo nuovo terminale composto da tre pesciolini di silicone che nuotano uno dietro l’altro.

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Un incontro inaspettato ed il tentativo di insidiare seppie o calamari

Stavo trascinando il mio divergente già da un bel po’ di tempo senza risultati.

Il mare era appena mosso da un vento trasversale alla spiaggia. L’acqua limpida.

Camminavo e guardavo più la bellezza del mare che il mio barchino quando ad un certo punto ho visto a poca distanza una fumata nera.

O meglio è stata quella la prima impressione che ho avuto.

In realtà si trattava di una grande fontana di inchiostro nero che usciva in verticale dal mare.

Una scena spettacolare .

Ho provato a tirare a terra, ma dopo poco la fontana nera è sparita ed a terra sono arrivato solo i miei raglou puliti.

Evidentemente una grossa seppia o un calamaro è stato attirato dal mio pesciolino che viaggiava in superficie, ma si deve avere molta fortuna per agganciare con l’amo uno dei tentacoli se non addirittura il corpo del cefalopode.

E’ stato comunque divertente e mi ha fatto sperare in una giornata senza catture.

Memore di questo fatto in un giorno di calma piatta ho provato a sostituire il mio terminale più a largo con un gambero da totani.

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Il raglou originale e l’imitazione

Confronto raglou originale e imitazione

I raglou (si pronuncia raglù) sono a detta di tutti i pescatori gli artificiali più adatti alla pesca con il divergente.

Si tratta di piccoli pesciolini in silicone, con l’asta dell’amo nascosta nel suo ventre, che hanno come caratteristica peculiare un movimento molto naturale.

Questo movimento è dato dalla particolare inclinazione e forma della coda.

I pesciolini, credo disponibili in 2 misurazioni, possono essere a tinta unita, normalmente bianchi, o colorati, a strisce o ventre bianco e dorso celeste/verde/grigio ecc.

Il costo non è esagerato, anche se ho trovato molta differenza di prezzo da un negozio all’altro, da un minimo di 2 euro ad un massimo di 6 euro l’uno. Continue reading

www.trainadallaspiaggia.it : Cosa e perchè

Il barchino divergente è una attrezzo semplice ma ingegnoso per praticare la traina passeggiando sulla riva.

Questo tipo di pesca è molto rilassante, salutare, divertente e permette buona pesca sia in termini di qualità che di quantità.

E’ la pesca per chi ama il mare, per chi vuole un contatto sereno con la natura, per chi vuole o ha bisogno di fare moto.

La pesca con il barchino divergente, o comunemente pesca con il divergente, è una pesca sportiva nel vero senso della parola. Infatti per praticarla si deve fare lunghe camminate sulla spiaggia facendo un salutare esercizio aerobico.

Comunemente sentirete chiamarla traina da terra o traina da riva. Per me il termine corretto è traina da spiaggia, perchè per praticarla al meglio si ha bisogno di un lungo litorale sabbioso.

Conoscevo da tempo questa tecnica di pesca, ma non l’avevo mai praticata. Un giorno ho deciso che avevo bisogno di fare movimento e che dedicarmi a questa pesca sarebbe stato uno stimolo per vincere la mia pigrizia.

Sono stato pescatore da bambino e da ragazzo, praticando con alterno successo il bolentino, dalla barca senza allontanarmi molto dalla costa, la traina, con il terminale artigianale fatto con le piume e la canna da lancio dagli scogli.

Mi sono quindi documentato attraverso le frammentarie e discordanti fonti su internet, ho comprato l’attrezzatura, sono partito in una serata di esplorazione ed è stata subito passione.

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