La pausa estiva del barchino per motivi oggettivi e soggettivi

Ormai è già qualche settimana che non vado più a pescare per vari motivi  ed ormai è già arrivata praticamente l’estate od almeno le abitudini estive e quindi per un po’ non tornerò a pescare ed il divergente si prende una meritata pausa.

Anche se potenzialmente la pesca potrebbe continuare anche in estate, magari rassegnandosi a pescare meno prede, per me la pesca con il divergente è un’attività che va da settembre a maggio, dopo per più di una ragione diventa più difficile da praticare.

Prima di tutto questo tipo di pesca ha bisogno di spazio, sia in mare che sulla spiaggia e con l’arrivo della bella stagione di spazio ormai c’è ne è ben poco.

A mare pullula di barche all’ancora e boe per la segnalazione degli accessi consentiti alle imbarcazioni. A terra la spiaggia è piena di gente che per diversi motivi (jogging, passeggiate rilassanti con cane al seguito, tintarelle, pescatori stanziali) intralcia la camminata a tutte le ore del giorno.

Certo andando prestissimo, alla prima luce, in spiaggia non c’è ancora nessuno e ci sono luoghi dove non esistono intralci a mare, ma quando esco a pescare metto in preventivo una camminata di almeno 2/3 ore e quindi inizierei a pescare con la spiaggia vuota per finire con la spiaggia piena di gente e difficoltà a tornare con il divergente in mare fino al mio punto di accesso.

Poi con la bella stagione diventa impossibile uscire da soli senza portare in spiaggia anche la famiglia e non è che moglie e bambini possono seguirmi per chilometri sulla sabbia. Infatti il fatto che la pesca con il divergente sia una pesca in movimento (e la amo soprattutto per questo motivo) la rende anche una pesca solitaria o al massimo accompagnata da un altro appassionato del barchino.

Per un pescatore stanziale il problema non esiste. Si può scegliere una caletta, un angolino di spiaggia e mentre la famiglia si gode la giornata si può pescare a pochi metri di distanza senza trascurarla. 

Quindi abbandono per il periodo estivo il divergente (con la segreta speranza di potermi concedere qualche uscita serale veloce), ma mi consolo portando in spiaggia insieme a sdraio, ombrellone, palette e secchiello anche una ridotta attrezzatura da pesca stanziale per non abbandonare del tutto il piacere della pesca.

Questa attrezzatura è molto ridotta e poco impegnativa così che posso portarla dietro senza fatica e anche senza dover programmare la pesca. Una canna telescopica da 3 metri già preparata con un terminale formato da un galleggiante piombato da 35 gr, filo lungo quanto la canna con un pesciolino di silicone molto piccolo corredato da un piombino.

Con questa attrezzatura posso sfruttare velocemente i periodi che mi vengono concessi pescando a spinning, lanciando e riavvolgendo continuamente la lenza ed il pesciolino di silicone.  Con questa tecnica non mi devo preoccupare di portarmi dietro l’esca e sono pronto a tentare la fortuna nel breve tempo che ci vuole ad allungare la canna. E’ un divertente surrogato della traina dalla spiaggia e praticamente si insidiano le stesse prede.

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