Ma dove sto pescando ?

segnalatore ultimo terminale

Oggi pomeriggio sono riuscito a ritagliarmi un po’ di tempo per tornare a pescare dopo tanto tempo.

Sono partito presto di casa, verso le 14.30, con il mare che si stava calmando dopo un forte vento di tramontana.

Arrivato sulla spiaggia più vicina, dove pesco la maggior parte delle volte, direttamente colpita dal vento proveniente da nord, ho trovato l’acqua molto torbida, un bel marrone scuro.

In quelle condizioni era poco probabile prendere qualcosa, allora sono risalito in auto per spostarmi ad un’altra spiaggia, ad una ventina di minuti di distanza, ma orientata esattamente all’opposto, verso i venti provenienti da sud.

Solo che in 20 minuti penso di aver varcato la linea dell’equatore, visto che appena arrivato non trovavo parcheggio e affacciatomi sulla spiaggia ho visto tanta gente quanta in estate.

Non mi andava di camminare in mezzo a tanta gente e anche un po’ di alghe sul bagnasciuga mi hanno scoraggiato.

Sono quindi tornato al punto di partenza, preferendo una bella passeggiata tranquilla anche se rischiavo di non prendere nulla (come infatti è stato).

Ma il ‘dove sto pescando’ del titolo di questo articolo non è riferito al luogo di pesca, ma ad un piccolo esperimento che ho fatto con la mia attrezzatura.

Mentre trainiamo sappiamo con sufficiente sicurezza dove si trova il nostro amo più al largo. Il barchino è sempre in vista ed il primo terminale è poco distante dal barchino.

Però la stessa sicurezza non l’abbiamo per l’amo più a terra.  Possiamo valutarlo conoscendo la nostra attrezzatura, sapendo quanti terminali abbiamo ed a che distanza li abbiamo posizionati, ma calcolare ad occhio la distanza di 15 metri dal barchino mentre questo sta navigando al largo non è così facile.

E sapere in che punto stiamo trainando il terminale più a terra è molto importante. Sappiamo che il punto di pesca migliore è dove iniziano ad ingrossare le onde e bisogna posizionare le esche quanto più possibile vicino a quel punto.

Quello che vedete in foto è la soluzione (forse provvisoria) che ho trovato a questo problema.

Ho preso in casa la prima cosa che mi è sembrata utile allo scopo e l’ho legata con un bel nastrino rosso sul trave in corrispondenza del primo terminale.

In questo modo ho avuto un nuovo punto di riferimento ben visibile sulla distanza in cui stanno pescando le mie esche . E’ stato un esperimento molto positivo, utile.  Tra il portachiavi di gomma ed il barchino divergente avevo chiaramente in vista lo spazio in cui stavo trainando.

Tra l’altro le mie valutazioni ad occhio sarebbero state errate. Pescando abbastanza al largo, in cerca di acque più pulite, oggi avrei detto che il mio primo terminale fosse molto più a terra di quanto lo fosse in realtà, chiaramente indicato dal segnaposto, visibile anche a grande distanza seguendo la linea della lenza.

Se trovo qualcosa di più adatto e visibile sostituiro il portachiavi di gomma, ma non rinuncerò più ad un segnaposto per il primo terminale.

Vi consiglio di provare.



4 Responses to Ma dove sto pescando ?

  1. Ciao Salvatore, io utilizzo un nastrino rosso proprio in corrispondenza all’ultimo terminale, utilizzai questo stratagemma proprio per lo stesso ed identico motivo che descrivi tu, infatti è molto utile sapere dove si trova l’ultimo terminale quando il barchino è in pesca abbastanza dentro….

    in questo modo vedo sempre e senza tanta fatica dove inizia e dove finisce la mia “armatura pescante”….

     

     

  2. Quindi c’eri arrivato prima di me . Io è tanto che ci pensavo ma l’ho sperimentato solo oggi. E’ davvero molto utile.

    Avevo pensato anche io ad un semplice nastrino, ma avevo paura non si vedesse da lontano ed ho scelto qualcosa di più consistente da affiancare al nastro rosso.

  3. Salve io uso da tempo il nastrino per avere una idea della posizione del primo terminale. Il mio è rosso e l’ho recuperato levandolo da una scatola di pandoro o panettone di cui costituiva la maniglia, visto il periodo non è difficile reperirlo! Sulla mia attrezzatura però non è posizionato direttamente sul primo terminale bensi l’ho agganciato qualche metro prima su una girella che interrompe il trave madre e serve a scaricare tensioni e torsioni della lenza principale. Quando pesco faccio corrispondere dunque il nastrino all’incirca alla battigia e so che il primo terminale sta lavorando a circa un metro dal frangente.

    A presto!

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