Conosciamo la tecnica del barchino divergente guardando i filmati su youtube.

Su youtube troviamo moltissimi filmati riguardanti la pesca con il barchino divergente. alcuni ben fatti, altri sgranati e tremolanti, la maggior parte che documentano la cattura di prede prestigiose ed alcuni che visualizzano la tecnica di pesca.

Comunque sono la testimonianza di quanto questa pesca sia diffusa in Italia, di come a dispetto di una tecnica di base semplicissima abbia delle varianti secondo l’esperienza personale e locale, alcune condivisibili ed altre davvero non raccomandabili .  Per prima cosa ho imparato altri nomi per il nostro attrezzo e la tecnica di pesca: carroccio, scarroccio e carretto, nomi mai usati dalle mie parti.

Anche la definizione Trek fishing che vediamo in questo filmato mi sembra molto calzante, perchè nel nome evidenzia i due aspetti di questa attività: il trekking (la camminata, l’esplorazione) e la pesca (fhishing)

Ho preso ad esempio questo filmato perchè offre diversi spunti, di cui il più evidente è la passione per questa pesca da parte del protagonista.

La passione è la cosa che senz’altro mi piace di più e ce ne sono altre, ma ci sono anche cose su cui personalmente non sono daccordo.

La prima cosa che mi fa storcere la bocca è l’abbigliamento: una salopette impermeabile, cosciali con pettorina, che sono poco indicati per la parte Trek . Anche io ho questa salopette, ma la uso per andare a fare vongole con il rastrello o seppie con la fiocina, quando devo andare in acqua .  Non mi sembra l’abbigliamento adatto a fare chilometri sulla riva.

Il barchino è molto bello esteticamente, ma ciò non vuol dire che sia funzionale. Nell’inquadratura da vicino si vede che non ha la smussatura ad angolo delle derive che invece è molto utile per una buona navigazione e per far divergere al largo il barchino.   La bandierina mi piace e può essere utile per tenere d’occhio l’attrezzo tra le onde, specie se si ha l’abitudine di dare molto trave per pescare al largo.

Nella stesura del cavo notiamo che come portalenza  è utilizzata una tavoletta con manico. Come vedete lo svolgimento del trave è difficoltoso, con una mano si deve tenere la tavoletta e con l’altro svolgere pian piano il trave.  Con un supporto circolare invece il trave si svolge da solo camminando e tenendolo con una mano senza pressione.  Questo tipo di avvolgi trave è considerato utile perchè insieme al trave vengono avvolti anche i terminali che poi vengono allamati al trave.  Io preferisco tenerli a parte. Stendo tutto il cavo libero con le sue girelle e solo dopo attacco con un altra girella i terminali.  In questo modo non ho mai problemi di lenze aggrovigliate sia in fase di arrivo che di partenza e posso scegliere di volta in volta quali terminali utilizzare.

La partenza del barchino denota come funzioni molto bene, con una direzione verticale rispetto alla riva.  Purtroppo nel filmato non si vede la virata che invece è importante durante l’azione di pesca.

Le parole in fondo al filmato invece sono pienamente condivisibili: il barchino divergente ti prende e ti concede molto tempo per te stesso.

*** aggiornamento dopo la pubblicazione iniziale ***

Ci tengo ad aggiungere che le mie sono considerazioni del tutto personali. Non ho avuto un maestro, ho imparato andando a pescare e scambiando opinioni con gli altri pescatori che usano la stessa tecnica. Quindi le mie considerazioni vengono da un po’ di esperienza mia e di questi altri pescatori e anche da un po’ di ragionamento su vantaggi/svantaggi di comportarsi in un certo modo.  Ciò non significa che posso aver considerato male qualche aspetto e sono sempre in attesa di ulteriori opinioni dagli altri pescatori.

15 Responses to Conosciamo la tecnica del barchino divergente guardando i filmati su youtube.

  1. Io ho scoperto un altro nome per questa pesca…

    … Un signore anziano che mi vedeva pescare, mi chiedeva se m’ero fabbricato io quel “cacciuttiegl”, che è un espressione dialettale per dire “cagnolino”! 🙂 Come fosse un cucciolo che porti al guinzaglio…

    Abito a Mondragone, in provincia di Caserta.

  2. scusa Salvatore questa tipo di pesca mi sta appassionanto mi puoi dare delle informaz. pui dettagliate, si va contro corrente, il trave di che diametro lo usi tu e qanti mt e lungo e quanto li metti distanti i terminali che diametro usi e che n°di ragoul usi grazie scusa piacere Luigi da Napoli

    • Ciao Luigi. Se inizi a pescare con il divergente ti innamori e non smetti più .
      Hai ragione, le informazioni che chiedi sono sparse un po’ qua un po’ la’ negli articoli del blog, vedrò se fare un pagina fissa anche se questi sono elementi variabili, ogni pescatore può avere le sue convinzioni.
      La pesca si fa in corrente e controcorrente per il semplice motivo che se parto da una parte e passeggio sulla spiaggia, dopo devo per forza tornare indietro per tornare a casa…. Io non ho ancora stabilito quale sia per me la direzione migliore, anche se i pescatori che conosco dicono che si pesca di più controcorrente … ma poi dipende anche dalle abitudini del pesce: un serra si comporta diversamente da una spigola .
      Per il trave io uso un nylon del 100, ma mi hanno quasi convinto a passare ad un cordino da muratore, più morbido, si fila meglio ed è altrettanto resistente. Ho circa 80 metri di trave, ma quando pesco non credo di superare mai i 60 metri . Ho 5 terminali distanziati 2,5 metri l’uno dall’altro e circa della stessa lunghezza. I raglou uso quelli della misura più piccola, di vari colori. Spesso metto 4 raglou e per il quinto terminale provo qualcosa di diverso: un rapala, una piuma, un silicone di tipo diverso.

      • Salvatore buongiorno grazie x le notizie ora lo sto costruendo dopo che l’o finito ti faccio sapere come e andata se mi servono altre notizie ti posso scrivere grazie, a scusa il primo terminale a quanti metri dal barchino l’ai messo? grazie

        • Sempre a 2,5 mt … Fammi sapere delle tua esperienza di costruzione … magari lo pubblichiamo come articolo a parte per gli altri che intendono costruirselo.
          Io l’ho comprato il barchino, quindi non posso raccontare questa esperienza.

          • No, ho girato tutti i negozi di pesca della zona fino a che l’ho trovato. Ma dalle mie parti il barchino ha abbastanza appassionati e quindi è stato possibile. Dove la tecnica non è già diffusa forse è difficile trovare un barchino in negozio. Allora o si costruisce da soli, o si stampa un progetto e lo si porta ad un falegname, o lo si compra su internet.

  3. dopo circa 20 domani sarà il mio primo giorno di pesca con il barchino costruito seguendo un proggetto su internet (pala esterna in fenolico 25×70, pala nterna in abete 60×25 ) sopra ho posta una bella pinna di squalo in legno di abete di colore rosso. la lena madre e da 100 con 12 esche artificiali composte da lescetti in silicone, piume e polipetti. che dire BUONA PESCA ………anche se porta male

    • Bene, facci sapere come è andata .
      Oltre alla pesca anche le tue impressioni su questo tipo di pesca, se ti ha divertito, se pensi che ti conquisterà …

      • la pesca è andata male perchè il mare era mosso, nonostante abbia provato per circa 2 ore mi è servita a testare il barchino, infatto lo devo zavorrare sul lato mare. e’ stato emozionante ache se l’acqua mi è anche entrata dentro gli stivali. aspetto che il mare si calmi…,.. non vedo l’ora

  4. piano piano sto leggendo tutti i tuoi post (vecchi), mi interessa tutto quelloche si dice su questa tecnica….

     

    per quanto riguarda gli stivali o le scarpe da ginnastica…..io utilizzo gli stivali (in inverno ovviamente) per il semplice motivo che spesso e volentieri cammino sul bagnasciuga perchè li è più facile camminare e più volte mentre guardo il barchino in mare per tenerlo sotto controllo, finisco con i piedi in acqua, e meno male che ho gli stivali (ed anche i pantaloni impermeabili), lo so che se si cammina pi dentro sulla spiaggia non si rischia di bagnarsi ma se devo scegliere bagnasciuga ed interno spiaggia preferisco il primo perchè ti affatica di meno, certamente all’inerno della spiaggia ci entro spesso, ma il più delle volte cammino sul bagnasciuga per i motivi di cui sopra (in genere faccio dai 6 ai 9 km per volta, una volta sono arrivato anche a 12 km), quindi meglio evitare un po di fatica “evitabile”.

     

     

    • Anche io faccio 10 km di spiaggia quando vado a pesca (tra andata e ritorno) e se li facessi con gli stivali poi avrei i piedi distrutti.

      Vado con le scarpe e se mi bagno pazienza. Mi è capitato anche di andare in acqua con le scarpe e non mi sono fatto problemi.

      Le calze di cotone bagnate ben presto diventano calde camminando … non ho mai preso un raffreddore dopo la pesca.

      Poi in auto tengo scarpe e calze di ricambio che mi metto appena finito di pescare.

  5. io gli stivali li ho di quelli imbottiti all’interno di lana (o roba simile) poi utilizzo delle calze in lana belle spesse, in questo modo i piedi stanno bene come in una scarpa, non ci sono movimenti del piede all’interno dello stivale e quindi non sorge il problema delle visciche che sicuramente uscirebbero con degli stivali normali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *