Il recupero della preda

Il momento più emozionante della pesca, con qualsiasi tecnica, è quello in cui si sente o si vede che si è catturato un pesce.

In alcuni tipi di pesca il recupero della preda è relativamente facile. Con una nassa, la rete o rezzaglio, la coffa si tira semplicemente l’attrezzatura a bordo della barca od a riva ed il pesce catturato con essa.

Nella pesca con la lenza, bolentino, surfcasting, spinning ecc, bisogna stare particolarmente attenti a tenere la lenza sempre in tensione, specialmente con i pesci più grossi e battaglieri, per non dargli possibilità di potersi girare e quindi slamarsi con il movimento.

Con il barchino divergente abbiano una combinazione delle due cose. Per recuperare il pesce catturato dobbiamo portare a terra la nostra attrezzatura, il barchino, e dobbiamo stare attenti che la preda, tipicamente una spigola, non abbia possibilità di nuotare a piacimento.

La fase di ‘filatura’ ossia stancare il pesce particolarmente grande e combattivo non credo sia necessaria. Il barchino svolge già da se questa funzione. Non essendo la preda in fondo alla lenza, ma nel mezzo, se io tiro il trave mentre anche la spigola tira, la filatura viene fatta dal barchino che cede dolcemente alle intemperanze della spigola.

Ma come si effettua il contemporaneo ritiro dell’attrezzatura e del pesce che ha abboccato ?

Durante una delle mie ultime uscite ho visto un pescatore con barchino che appena catturata la spigola ha lasciato in terra il portalenza ed ha iniziato a tirare direttamente il trave camminando in direzione di dove sarebbe approdato il barchino.

Forse facendo così si ha più controllo della tensione della lenza, ma non mi piace per nulla stendere il cavo per tutta la spiaggia. Inoltre prima di ripartire si deve recuperare il tutto perdendo tempo prezioso.

Infatti appena catturata una spigola bisogna riprovare subito a passare dallo stesso punto in cui ha abboccato, perchè difficilmente le spigole nuotano da sole.

Inoltre tirare direttamente il trave può anche causare ferite alle mani, specialmente se il barchino è particolarmente pesante, sia per il suo stesso peso sia per il gioco delle correnti.

Io preferisco fermarmi ed iniziare ad avvolgere il trave nel portalenza, senza fretta ma con un gesto uniforme.  Quando il barchino supera la mia posizione ed inizia ad avvicinarsi a terra inizio a camminare verso il barchino sempre avvolgendo il trave, facendo attenzione che resti sempre tirato.

Solo quando raggiungo il primo terminale lascio il portalenza ed inizio a tirare direttamente dalla lenza ed ovviamente prendo in mano il prima possibile il terminale a cui ha abboccato il pesce e lo porto a terra.

Quando il pesce è in terra continuo comunque ad occuparmi del barchino. Lo porto in terra e lo preparo per la ripartenza.

Solo dopo slamo il pesce, lo metto nello zaino e sono già pronto a ripartire in direzione inversa alla ricerca di altre prede.




17 Responses to Il recupero della preda

  1. Salve Salvatore, in merito all’argomento che hai trattato e’ verissimo che se non tieni sempre in tiro la lenza nella fase di rrecupero e’ molto facile che si possa perdere il pesce.Io a dire la verita quando prendo un pesce,specialmente quando e’ grosso, spiaggio immediatamente il barchino e corro a recuperare il pesce perche’ mi e’ successo di perdere dei pesci anche sulla battigia.Alcune volte mi e’ necessario fare cosi’ perche’ le catture non sono cosi’ numerose da potermi permettre di riavvolgere la lenza e preoccuparmi del barchino.E’ anche vero che le spigole non girano quasi mai da sole, infatti e’ consigliato , quando si ha una spigola attaccata alla lenza, proseguire almeno altri 30/50 metri per vedere di agganciare un’altra eventule spigola.Ho visto recuperare anche 4 spigole tutte insieme.Un salutone a tutti.

  2. complimenti per il blog, io ho appena cominciato a pescare col barchino ed avrei mille domande da fare…approfitterò della tua esperienza e di quella che ci leggono. per adesso una prima domanda: è vero che quando abbocca un pesce non troppo grande si sente? perchè il mio barchino già normalmente tira abbastanza e non credo di riuscire a capire se la trazione è sua o di un eventuale preda…grazie

    pierluigi

  3. Salve a tutti.

    Io ,quando vedo la preda,e scrivo vedo perché non la sento,inizio a riavvolgere la lenza madre e,quando il barchino è alla mia altezza torno sui miei passi,all’indietro,finché non è vicino alla riva,diciamo una quindicina di metri,praticamente quando ho il primo artificiale quasi a terra(pesco con cinque artificiali),solo a questo punto prendo in mano il trave e vado a recuperare il pesce

     

  4. Anche io per recuperare il barchino pianto nella sabbia il portalenza (ultimato da poco) e continuo a camminare nella stessa direzione di marcia recuperando la lenza con le mani……..

     

     

  5. Salve

    la mia tecnica per recuperare il pesce è molto simile a quella di Salvatore.

    Appena mi accorgo che ha abboccato, e si sente dal peso e da come tira sulla lenza madre, inizio a recuperare continuando a camminare lentamente, in questo modo si ha la possibilità di avere altre abboccate e si stanca il pesce già preso. Arrivato al primo bracciolo , poggio l’avvolgilenza sulla sabbia, il mio non ha forma tale da essere piantato, e sempre tenendo in tiro la lenza continuo a recuperarla a mano disponendola parallelamente alla battigia, giunto al bracciolo cha porta il pesce lo acchiappo e lo porto con decisione sulla sabbia, questo è il momento più delicato perchè se il mare è mosso e il pesce viene frullato dall’onda che frange è molto facile che si sganci. Spiaggiato il pesce continuo a recuperare sino a portare il barchino a terra, lo posiziono per la ripartenza e torno indietro controllando contestualmente che tutti gli altri artificiali siano in ordine e non vi siano alghe, ingarbugliamenti etc etc, slamo il pesce e lo ripongo nello zaino e riparto immediatamente. Queste sono le fasi di un recupero canonico, il problema è che ultimamente stanno abboccando le Tracine e quest’ultime non si possono slamare con tanta velocità, rischio punture velenose, per cui sono costretto a sganciare il bracciolo e sostituirlo rapidamente con un’altro, lasciare il pesce in spiaggia per poi recuperarlo a fine pescata!

    A presto….

  6. Se la spiaggia è ampia e puoi arretrare a lenza tesa, senza rischiare di allentare il tiro, fino a spiaggiare il pesce…. è il massimo della soddisfazione.

    Ciao Simone

  7. Mi avete convinto. Da ora in poi anche io continuerò a camminare un po’ avvolgendo la lenza lentamente.

  8. ciao simone, io utilizzavo proprio quella tecnica le prime volte ma ho rischiato di perdere una bella spigola proprio perchè arretrando sulla spiaggia il pesce era uscito sulla battigia e fino a che io arrivavo da lui (correndo) il pesce si era slamato e stava ritornando in mare, ora utilizzo quest’altra tecnica che è molto più sicura………

     

     

    • Ciao Tom,

      credo che tu abbia ragione: arretrare sulla spiaggia (luogo permettendo) permette di mantenere sempre la giusta tensione sul tiro, MA quando spiaggi il pesce, ti puoi trovare ad un’eccessiva distanza dalla preda e se hai la sfortuna che si slama sulla battigia, nonostante la tua corsa….  vince il pesce!

      Personalmente, pescando in una spiaggia che ha decisamente poca pendenza (S. Vincenzo-Rimigliano), riesco di solito ad estrarre bene le prede fino al “punto di non ritorno”. Anch’io ho provato a recuperare la lenza cercando di avvicinarmi al punto dei finali ma credo di incontrare maggior difficoltà: col filo bagnato ti può scivolare la presa, l’onda ti cambia direzione al barchino… ma di sicuro riproverò.

      Saluti a tutti, Simone

       

  9. io utilizzo quei guanti con le punte tagliate,in questo modo hai metà dita libere per gestire il tutto comodamente e l’altra parte della mano è protetta dai guanti, la presa è facilitata perchè non rischi di rovinarti le mani per causa della tensione del filo ed anche sono molto utili quando esci il barchiono che gli devi dare filo per farlo entrare ed anche per altre situazioni  dove lo scorrere il filo tra le mani rischi bruciature sulle mani-dita……

     

     

     

     

  10. io uso un avvolgitore speciale inventato da me,si tratta di una ruota  plastica,porta coffa di 30 cm di diametro con una manovella e un tondino di legno come perno,ora provo ad inserire la foto,non so’ se e’ possibile,se ci riesco bene ,seno cerco di spiegare tutto

    • uso questo marchingegno per questi motivi:primo uso molti braccioli, 15,c’e’ chi dice che e’ contro le regole, ognuno l’interpreti come vuole, con un metodo facile facile,li svolgo in due minuti e li riavvolgo in cinque,poi dato che mando il barchino a grandi distanze riavvolgo il trave, anche 50 mt in un attimo,60 cm a giro,arrivatoal primo bracciolo tiro il trave e lo stendo sulla sabbia nello strsso senzo di marcia,se per fare prima sterro all’indietro le perdo perche’ il bracciolo perde trazione,arrivato a bracciolo con il pesce ,se e’ grosso e il mare e’ mosso mi metto il trave in bocca e tiro il bracciolo assecondando le onde,se il pesce da le ultime scodate lascio il bracciolo per non romperlo e riprendo il trave che avevo in bocca.saluti

  11. quando la spiaggia non lo permette come fate a spiaggiare il barchino e il pesce? ma se arrotolate non vi tocca avvolgere i braccioli nel senso contrario o li staccate?  grazie

  12. La spiaggia non lo permette perchè ? Magari perchè al momento dell’abbocco ci troviamo in un brutto punto, con spiaggia invasa da rami o altro sporco ? o in un punto molto stretto ?

    Se proprio il punto non ti piace, puoi continuare a camminare con il pesce attaccato fino al punto giusto. Se è ben allamato non corri pericolo. E visto che le spigole vanno spesso in gruppi, è anche una buona idea dopo il primo abbocco continuare a camminare per qualche decina di metri, magari potresti prendere due insieme.

    Comunque se il pesce c’è e la spiaggia è brutta, non mi faccio problemi ad entrare con i piedi in acqua per afferrarlo.

    Non credo che nessuno si metta ad avvolgere i braccioli nel momento in cui recupera il pesce. Si lasciano stesi sulla spiaggia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *