La costruzione del barchino secondo Tom

un barchino divergente tutto nero Questo è l’ultimo barchino divergente costruito da Tom, di cui probabilmente avrete già letto i tanti interventi su questo sito.

La costruzione di questo barchino è dettagliata con molte foto illustrative che potete trovare nella guida alla costruzione del barchino divergente perfetto  pubblicata sul suo blog.

Tra l’altro sullo stesso sito ho approfondito l’argomento lievito madre, che tanto tempo fa ho provato anche io, ma mi è venuto troppo acido, ma questo è un altro discorso.

Parlando del barchino dalla guida di Tom viene fuori una costruzione molto semplice, alla portata di tutti. Il lavoro di maggior difficoltà è lo smussamento delle derive, che deve essere preciso e ben fatto, per la buona navigazione.

Questo barchino è realizzato con legno di abete con queste misure: 65×20 cm per la pala esterna, 50×18 cm per quella interna,  39×5 cm le due traverse.  Le misure non sono mai identiche, ognuno penso che abbia le sue preferite.

Rispetto al mio barchino è un po’ più basso, ma più largo, ma si tratta di due centrimetri di differenza.

Di originale ho trovato, almeno per quanto ho visto finora io, la posizione del contrappeso e la lavorazione delle traverse. Continua a leggere

Il barchino che non si capovolge mai


Oggi vi invito a vedere un nuovo filmato .

Il filmato ed il barchino protagonista sono stati realizzati da Paolo, lettore di questo blog.

Paolo, con cui ho avuto modo di scambiare qualche email, è molto orgoglioso del suo barchino da tempesta .

Nome appropriato per questo barchino divergente che non si rovescia mai, neanche in condizioni di mare proibitive, come quelle che vediamo nel filmato .

Cosa rende speciale questo barchino ? la sagoma delle derive, i materiali ed il baricentro che sono stati accuratamente selezionati per arrivare al risultato che vediamo.

Non solo il barchino non si rovescia, ma tiene la sua navigazione, non viene trascinato a terra dalla forza delle onde.

Qualcuno ha un barchino che riuscirebbe a stare dietro a quello di Paolo in un mare in tempesta ? Continua a leggere

video: costruzione e test del barchino divergente


La pesca attiva non mi ricordo neanche io più cosa sia. Non sono più andato a pesca e mi sa che per quest’anno la mia stagione è già finita.   C’est la vie . Altri impegni, poco tempo. Anche un po’ di pigrizia, sapendo che posso uscire al massimo per due ore, compreso andare e tornare, preferisco non uscire per niente.

Mi consolo guardando un po’ di filmati su youtube e questo mi è sembrato veramente bello.

Il filmato parte dalla costruzione del barchino, fatta con estrema cura, al test in mare con la magnifica idea di montare una telecamera  a bordo. Ho già fatto i complimenti a Marco, l’autore di questo filmato, su youtube. Continua a leggere

Fortuna e bravura

due spigole eccezionali

Prima di tutto qualche precisazione. Quello in foto non sono io . E non è neanche l’uomo invisibile.

In realtà non lo conosco personalmente. E’ solo l’amico di un amico che ho su facebook e per le vie traverse che permette agli utenti facebook di intrufolarsi nella vita degli altri visualizzo anch’io le foto che ha pubblicato. Per questo motivo ho oscurato la sua faccia.

Non lo conosco, ma vorrei fargli i complimenti per le sue splendide catture.

Queste due belle spigole, e l’ottimo bottino di 11 spigole nella foto seguente, non sono state catturare con il barchino divergente, ma con la tecnica del surfcasting.

A quanto posso leggere questo ragazzo è un cultore di questa tecnica e la padroneggia benissimo, con attrezzatura professionale, e questi sono i risultati.

Pubblico le foto prima di tutto per suscitare anche in voi l’invidia che io provo nel vederle ( :D ) e poi per porvi due domande:

1 – con la tecnica del barchino divergente sono possibili catture come quelle in foto ?  (quanto peseranno ? 4-5 chili ? )

2- per fare catture così bisogna essere più bravi o più fortunati ? Continua a leggere

Ma dove sto pescando ?

segnalatore ultimo terminale

Oggi pomeriggio sono riuscito a ritagliarmi un po’ di tempo per tornare a pescare dopo tanto tempo.

Sono partito presto di casa, verso le 14.30, con il mare che si stava calmando dopo un forte vento di tramontana.

Arrivato sulla spiaggia più vicina, dove pesco la maggior parte delle volte, direttamente colpita dal vento proveniente da nord, ho trovato l’acqua molto torbida, un bel marrone scuro.

In quelle condizioni era poco probabile prendere qualcosa, allora sono risalito in auto per spostarmi ad un’altra spiaggia, ad una ventina di minuti di distanza, ma orientata esattamente all’opposto, verso i venti provenienti da sud.

Solo che in 20 minuti penso di aver varcato la linea dell’equatore, visto che appena arrivato non trovavo parcheggio e affacciatomi sulla spiaggia ho visto tanta gente quanta in estate.

Non mi andava di camminare in mezzo a tanta gente e anche un po’ di alghe sul bagnasciuga mi hanno scoraggiato.

Sono quindi tornato al punto di partenza, preferendo una bella passeggiata tranquilla anche se rischiavo di non prendere nulla (come infatti è stato).

Ma il ‘dove sto pescando’ del titolo di questo articolo non è riferito al luogo di pesca, ma ad un piccolo esperimento che ho fatto con la mia attrezzatura. Continua a leggere

Quali artificiali provate ?

esche a confrontoVisto che personalmente con la pesca sono fermo, e di conseguenza si fermano gli articoli del blog, promuovo in prima pagina questo commento di Paolo, che ringrazio per i suoi contributi, e che affronta un argomento che finora abbiamo ignorato.

Quasi tutti usiamo i raglou, sono buoni, ma non è detto che non ci sia di meglio ed anzi provare a cambiare ogni tanto può portare dei risultati.

Scrive Paolo:

eccomi qua,sempre alla ricerca di metodi e mezzi nuovi per innovare questo stupendo metodo di pesca.

Granpescatore

I Raglou di nuovo tipo mi stanno deludendo molto,sul mio trave monto gli insuperabili granpescatore n°1 che vanno benissimo nella schiuma e mare mosso,ma quando il mare e’ calmo,per insidiare le spigole che si avvicinano per la frega,i siliconi vanno meglio.

Mi rivolgo a chi desidera saperne di piu’ come per esempio chi pratica lo spinning in mare,e proprio da loro,leggendo sui forum e girando su internet ho visto che ci sono una miriade di esche nuove in silicone ,quindi mi sono proposto di provarle col barchino. Continua a leggere

L’amo al centro dell’esca

la spigola abbocca all'ancorotto al centroQuesto è un particolare della foto della spigola pescata sabato scorso (questo fine settimana non sono potuto andare a pesca).

La posto come esempio di come la spigola attacchi le sue prede.

Il rapala è abbastanza lungo, a tre ancorotti.

Non è un caso che la spigola sia rimasta allamata all’ancorotto di centro.

Infatti come molti altri predatori attacca la sua preda colpendola al centro.

Non la insegue prendendola per la coda, come forse si è portati ad immaginare, ma la attacca lateralmente.

Tenere a mente questo comportamento è molto importante se si vuol provare a preparare qualche esca artificiale da soli.

Così come i raglou che utilizziamo tutti hanno un unico amo al centro del corpo, allo stesso modo se costruiamo la nostra esca bisogna posizionarvi l’amo al centro. Continua a leggere

ho rotto il trave

Che oggi sarebbe stata la mia giornata no per la pesca lo avrei dovuto capire appena arrivato in spiagga.

Era ancora buio e alla fine dello stradone che porta sulla spiaggia ho trovato camper e auto e relativi proprietari pescatori con le loro canne già piazzate. Siccome ero a metà spiaggia ho dovuto decidere da quale parte andare e rinunciare all’altra parte.

Mi sono spostato un poco, ho steso il trave ed iniziato ad agganciare i miei terminali. Solo che con il buio non avevo notato che c’era un po’ di onda lunga e soprattutto molte alghe a mare (non in spiaggia).

Così prima di finire di sistemarmi due belle ondate hanno preso i miei terminali, li hanno trascinati a mare e fatta una palla con le alghe.

Con le alghe e tutto mi sono spostato in una zona più pulita ho tirato tutto a terra e ripulito .

Ho perso un po’ di tempo, sono partito  che ormai era giorno pieno, ma la giornata sembrava perfetta. Continua a leggere

Pronto per ripartire

ho preparato l'attrezzatura

Ho ultimati i preparativi e spero tra stasera e domani, impegni familiari permettendo, di riuscire ad approfittare di questo splendido tempo .

Bel sole che invoglia a fare una passeggiata e venti occidentali che sono l’ideale per pescare dalla mia spiaggia preferita.

Intanto dopo un esame dell’attrezzatura ho deciso che oltre a rinnovare i terminali era necessario provvedere alla protezione del legno del barchino.

Infatti specialmente sotto le derive, dove il legno struscia sulla sabbia ogni volta che metto in mare o tiro in secca, la vernice era ormai completamente venuta via.

Ho quindi passato due abbondanti mani di coppale su tutto il barchino. Continua a leggere

Traina con il vivo e divergente

La pesca con il barchino divergente è in tutto e per tutto una pesca a traina.

Cambia il sistema di locomozione, a piedi e non in barca a motore, ed il fatto che la pesca è limitata alla distanza sottocosta, ma sempre di traina si tratta.

Quindi penso si possano utilizzare tutte le tecniche, i finali e le esche che si usano per la normale traina dalla barca.

Anche la pesca con il vivo quindi, per rispondere ad un lettore che nei giorni scorsi ha posto la domanda.

Quando si parla di pesca con il vivo io intendo la pesca con il cefalo o l’aguglia viva, sapientemente annescata. Come pesce-esca viene usata anche l’occhiata, ma io non l’ho mai usata e non conosco nessuno che la usi.

Si usa anche il coreano come suggerito dal lettore, ma cambia il tipo di traina e le prede.

La pesca con il cefalo o l’aguglia viva in genere assicurano prede dalle dimensioni maggiori, ma quest’ultime si trovano difficilmente a pochi metri dalla riva .

Il segreto di una buona esca artificiale è il movimento, che deve essere accentuato e naturale. Non c’è niente di meglio di un pesce vivo quindi come esca per attirare altri pesci. Continua a leggere